La mia pratica dell’Ottuplice Sentiero
La mia pratica dell’ottuplice sentiero. Cosa ne ho ottenuto? L’illuminazione.
Magari
. Comunque la mia vita, dal mio punto di vista, è migliorata. E speriamo continui. Condivido con voi la mia esperienza. Iniziamo dalle parole del Buddha.
« E cosa è mai, o monaci, questo sentiero di mezzo realizzato dal Tathāgata che produce la visione e la gnosi, e che guida alla calma, alla perfetta conoscenza, al perfetto risveglio, al nibbana? Esso il Nobile ottuplice sentiero, ovvero la retta visione, la retta intenzione, la retta parola, la retta azione, il retto modo di vivere, il retto sforzo, la retta presenza mentale, la retta concentrazione. »
Mi impegno ogni giorno per vivere in maniera cordiale e sincera con tutti. O almeno ci provo. Ovviamente mi trovo spesso ad analizzare i miei comportamenti. So che non posso cambiare il pensiero altrui, tuttavia faccio in modo di esser coerente tra pensiero-parola-azione. E’ diventata ormai un’abitudine consolidata e come tale, è ormai automatismo… Tuttavia preferirei sostituire il termine “abitudine” con “buona pratica”. Cosa significa “buona”? A mio parere una azione è buona quando porta benessere (a sè o agli altri) senza arrecare il minimo danno (nel presente e nel futuro) ad altro essere. Un cammino non perfettamente lineare, ma i frutti ci sono… e sono anche buoni. Ma non per questo mi fermo.


